Cittadinanzattiva, prevenzione e lettura condivisa dei rischi territoriali
Bassano del Grappa, 18 marzo 2026. Prosegue nel territorio bassanese il percorso di “Sicuri Insieme”, promosso da Cittadinanzattiva e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza delle comunità locali sui rischi di origine naturale e antropica e di favorire una partecipazione informata ai processi di prevenzione e tutela.
La tappa territoriale rappresenta un momento di restituzione pubblica e confronto tra cittadini e Amministrazione comunale sul Piano di Protezione Civile, a partire dai contenuti della “Mappa dei Rischi” elaborata attraverso le indicazioni raccolte dalla comunità locale.
Nel territorio bassanese i principali rischi naturali riguardano l’esposizione a fenomeni sismici, idraulici, idrogeologici ed eventi meteorologici estremi. Il Comune è stato recentemente classificato come zona a pericolosità sismica media, dove possono verificarsi forti terremoti. L’ultimo evento distruttivo risale al 1695. Il carattere non ricorrente del fenomeno ha comportato una minore attenzione al rischio e una parte significativa del patrimonio edilizio pubblico e privato non risulta adeguata ai requisiti antisismici.
Particolarmente rilevante è il rischio idraulico connesso al fiume Brenta. Le piene interessano periodicamente il territorio, con fenomeni di esondazione che coinvolgono anche l’area a monte del Ponte degli Alpini. Nelle zone a valle, la conformazione pianeggiante e l’assenza di argini espongono il territorio ai cosiddetti fenomeni di “brentane”, che interessano soprattutto le aree industriali sviluppatesi lungo le golene fluviali.
La comunità segnala inoltre criticità legate ai fenomeni grandinigeni di dimensioni eccezionali, che interessano con particolare frequenza anche i Comuni limitrofi di Rosà e Nove. Chicchi di diametro superiore ai tre centimetri provocano danni materiali rilevanti e rappresentano un rischio diretto per l’incolumità delle persone.
Sul fronte dei rischi di origine antropica, emergono preoccupazioni legate all’inquinamento industriale e alla contaminazione delle acque. Il territorio risente dell’impatto ambientale connesso allo stabilimento chimico Miteni di Trissino, fallito nel 2018, che ha prodotto PFAS con percolamento nei suoli e contaminazione della falda freatica, esponendo la popolazione a potenziali effetti nocivi sulla salute.
Sono inoltre segnalate criticità presso il sito dell’ex discarica Castellan, dove lungo la roggia Rostoncello sono state rilevate tracce di metalli pesanti e cromo esavalente secondo dati ARPA, e presso l’ex cava Sacro Cuore, per la quale persistono preoccupazioni relative allo stato di messa in sicurezza.
A ciò si aggiungono emissioni maleodoranti provenienti dal polo multifunzionale di gestione dei rifiuti nel quartiere Prè e problematiche legate all’inquinamento atmosferico prodotto dai trasporti, favorito dalla conformazione pianeggiante del territorio e dalla scarsa ventilazione.
“Il Veneto ha guardato con interesse la proposta “Sicuri Insieme”. Avevamo in passato organizzato numerosi incontri con la popolazione per sensibilizzare e far conoscere I Piani di Protezione Civile comunali e abbiamo dovuto prendere atto che l’assemblea allargata non era lo strumento adatto a veicolare l’informazione come noi intendavamo: trasmettere cioè ai cittadini una conoscenza e capacità sufficienti, nei casi di fenomeni estremi, a indirizzarli nei luoghi preposti di sicurezza, riconoscere la sirena di allarme, evitare il panico, conoscere I punti rifugio, ecc… Il Progetto, dopo l’esperienza Community Pro ci è sembrato l’occasione giusta per formare un gruppo di cittadini attivi, preparati e capaci di veicolare le informazioni utili (una forma di comunicazione tra pari!) Abbiamo coinvolto una intera classe di Scuola Superiore con la quale abbiamo visitato siti sensibili e ad alto rischio, abbiamo lavorato sulla carta dei rischi percepiti, e ci siamo confrontati con i Responsabili Istituzionali. Il progetto coinvolge molto I partecipanti che contribuiscono con segnalazioni ad implementare la carta del “percepito” ma soprattutto far proprio l’interesse, la curiosità, il voler conoscere e capire il valore dei Piani di Protezione Civile e delle Emergenze. Siamo ansiosi di vedere cosa ci riserveranno I prossimi step.” dichiara Lorenzo Signori, Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Veneto
La Mappa dei Rischi restituisce un quadro complesso che integra vulnerabilità ambientali, criticità idrauliche e fragilità strutturali, offrendo una base conoscitiva utile per rafforzare la prevenzione e la resilienza della comunità locale.
Il contesto nazionale nel quale si colloca l’iniziativa è caratterizzato da una crescente frequenza di eventi estremi. Secondo i dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, da maggio 2012 a marzo 2023 lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte. Di queste, 135 dichiarazioni sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi, mentre 9 hanno riguardato eventi sismici o vulcanici.
Attraverso “Sicuri Insieme”, Cittadinanzattiva ribadisce il valore della collaborazione tra cittadini e istituzioni come risorsa fondamentale per favorire la sicurezza e la salute collettiva.
“Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo: è, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte. Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini, che debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono, richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze. Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un’opzione, ma un’esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini. Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo.” conclude Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell’Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva.